Presentazione

 
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"Le Ninfe sono partite. Dolce Tamigi scorri lievemente, finché dura il mio canto. Il fiume non porta bottiglie vuote, carte da salumaio, fazzoletti di seta, scatole di cartone, mozziconi di sigarette o altre testimonianze delle notti estive. Le Ninfe sono partite”.

Così Thomas S. Eliot giustappone la visione di una modernità superficiale, irresponsabile e consumistica alla nostalgica consapevolezza di una pristina armonia della natura irrimediabilmente perduta. Ne La terra desolata solo l’artista può sperare di ristabilire, ancorché per la breve durata del suo canto, il giusto, armonioso rapporto tra uomo e natura, evocandone il mortificato spirito e ponendo in empatica sincronia i ritmi delle sue creazioni con quelli del Creato. Facendosi in tal modo eco della natura, l’artista invita il suo pubblico ad ascoltare il canto della terra, indicandogli così una maniera più armonica ed empatica di porsi in relazione con essa e sensibilizzandolo al tema della sua salvaguardia. La “cura della casa comune”, come insegna con mirabile chiarezza Papa Francesco, vuol dire declinare la parola ecologia al plurale perché si devono contemplare ecologie della mente e dello spirito, sociali, mediche, economiche, industriali, architettoniche, educative e culturali. È in questo quadro di riferimento che l’edizione 2018 de LeAltreNote Valtellina Festival propone un programma ispirato al tema “Ecologie”, uno dei più scottanti con i quali le nostre e le future generazioni dovranno misurarsi. Nella rituale conferenza ad illustrazione dell’argomento, saremo molto onorati di annoverare quali nostri Virgilii il vicario foraneo e arciprete di Chiavenna Monsignor Andrea Caelli, il giornalista Marco Casa e il compositore Matteo Musumeci. L’apertura di questa edizione vede la prestigiosa presenza dell’Orchestra Rossini di Pesaro diretta da Giuseppe Grazioli. Questi Maestri propongono un’affascinante silloge di lavori di autori nordeuropei accomunati da un nostalgico sguardo al passato e a repertori folklorici e popolari le cui origini quasi si perdono negli albori del tempo. Il Coro Celestino Eccher diretto da Marcella Endrizzi e supportato al pianoforte da Mauro Brusaferri (musicisti applauditissimi nella passata edizione e reinvitati a grande richiesta) ci accompagnerà all’avventurosa cerca delle voces mundi, tra i boati di cannone della Golden Vanity di Britten e le armonie delle sfere che circondano il mondo migliore costruito da un gruppo di studenti in fuga dall’irreparabilmente malata Terra di cui ci parla Miaroma ne L’altra faccia della luna. L’Ensemble di Percussioni del Conservatorio di Como diretto da Paolo Pasqualin offrirà uno spettacolare programma, a forti tinte novecentesche e contemporanee, e saprà richiamare in noi i fondamentali ritmi archetipici della vita. Mentre l’Academy Winds Quintet evocherà le magiche atmosfere di numerosi e differenti contesti geografici e culturali (dai babilonesi del Nabucco all’America nera di Porgy and Bess), il pianista Michele Pentrella ed il sottoscritto esploreranno le composizioni per violino e pianoforte ispirate a quel momento apicale dei cicli della natura che è la primavera. Tra il giocoso rossiniano, il serioso beethoveniano, il folklorico di Grieg, il metafisico astratto bachiano e quello romantico schubertiano, i Solisti di Sofia e il Maestro Plamen Djurov si produrranno in memorabili performance nella loro storica prima presenza in Valtellina. Studiata per i tradizionali e gioiosi eventi all’Alpe Boron e allo Stelvio Livrio, la scelta di brani eseguiti dall’Ensemble di corni Giovanni Punto vuole essere una festosa acclamazione della natura in due degli angoli più belli che le Alpi possano offrire. Lo stupore panico davanti al sublime ed ai misteri dell’universo è uno degli aspetti più caratteristici della migliore produzione del Classicismo e del Romanticismo musicale e le composizioni in cartellone per quanto riguarda i concerti del Quartetto Viotti e dell’Umbria Ensemble ne sono una eloquente testimonianza. Nella loro varietà e diversità (dalla solo apparentemente faceta caricatura dei “sei musici paesani” di Ein musikalischer Spaß di Mozart ai sublimi Adagi di Mozart, Viotti e Mercadante) i lavori che ascolteremo ci faranno sentire, come per incanto, osservatori di magnifici scenari naturali come quelli ritratti da Caspar David Friedrich. La doppia partecipazione della Bellagio Festival Orchestra e del suo direttore stabile Alessandro Calcagnile è un altro importante tassello di questa edizione del Valtellina Festival. Il pubblico potrà prima apprezzare gli archi della compagine impegnati in una festosa e brillante selezione di classici popolari e, nel concerto conclusivo della manifestazione, gustare le raffinatezze timbriche delle quali i fiati dell’orchestra sapranno far sfoggio in pagine di Mozart e Gounod. Il 20 agosto la Valdidentro vedrà giungere da tutte le parti d’Italia e da molti angoli del globo giovani musicisti impegnati a seguire la Masterclass che si svolge parallelamente al Festival. Sarà questa l’occasione per ascoltare gli straordinari artisti che ne compongono lo staff docente: Omar Acosta (e l’Omar Acosta Trio), Marco Bettuzzi, Ivano Biscardi, Dario Bonuccelli, Nuria Cazorla, Giorgio Colombo Taccani, Gloria D’Atri, Anton Dressler, Bruno Giuffredi, Ann Lines, Stefano Parrino e Fabrice Pierre. In alcune occasioni li affiancheranno i migliori studenti dei corsi, tra i quali è un vero piacere citare i musicisti che, come vincitori del Premio LeAltreNote 2017, sono stati invitati a far parte del team artistico di questa rassegna: Davide Ambrosini, Manuela Pinto, l’Opale Accordion Quartet e Gabriele Sardo. Dulcis in fundo, l’atteso ritorno della cantante Akiko Kozato e del chitarrista Walter Lupi, due degli autentici mattatori dell’edizione 2016 del Festival, che proporranno un’altra seducente sortita nei repertori (popolari ma non solo) italiani e giapponesi. Corre l’obbligo di ringraziare tutte le Istituzioni, le organizzazioni e i privati che da oramai nove anni collaborano in varia veste con LeAltreNote e ne condividono il progetto. Il nostro impegno sarà sempre quello di mettersi in gioco, cercando di migliorare costantemente la proposta artistica e formativa al fine di dare un contributo significativo al progresso culturale della Valtellina e al potenziamento della sua immagine. Il senso della incessante apertura al rinnovamento nella continuità dei propositi e dei valori è stato magnificamente colto dal Maestro Nicolò Gaburro che ha creato per la copertina di questo programma una Ninfa Eco di raffinata, antica eppur moderna bellezza: forse le Ninfe non sono partite!

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