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Enter the name for this tabbed section: Presentazione
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«Ci sediamo […], in un momento di silenzio udiamo […] uno strano modulare di suoni armoniosi, un lento arpeggio di accordi esaltanti che si susseguono senza pause, quasi filtrando e circolando l’uno nell’altro. Un’armonia di prima, terza, e dominante, che continuamente si sposta di semitoni e torna ai semitoni precedenti. Una melodia iterativa che, variando solo il tono e non il ritmo né il volume, suggerisce la fissità della canna d’organo e non l’ansare del mantice della fisarmonica. Meravigliato e deliziato guardo Walter:
Ma che cosa diavolo è?!
È il vento dice Walter ridendo è l’aria dei Forni, fredda e violenta».

Così ne L’avventura in Valtellina Mario Soldati descrive «la musica del ghiacciaio». Dal 1986, anno in cui il libro vide la luce, ad oggi quante cose sono cambiate! I ghiacciai si sono visibilmente ritirati, la violenza a cui ora assistiamo non è quella suggestiva espressione di vitalità della natura descritta da Soldati ma un grido di dolore: le repentine e drammatiche manifestazioni dei cambiamenti climatici, con il susseguirsi di siccità e prosciugamento delle risorse acquifere, inondazioni e devastazioni dei patrimoni naturali. Purtroppo, le conseguenze tragiche della selvaggia deforestazione e della mancanza di un adeguato rapporto tra uomo e natura (basato sul rispetto del primo per gli equilibri del secondo) le abbiamo dovute tutti constatare nell’ultimo anno e mezzo. Cosa possiamo fare per correggere la situazione? Qual è il contributo al cambiamento che può dare il mondo della cultura e dell’arte in generale e, nel nostro caso particolare, un festival musicale? Recuperare il senso dello stupore davanti al creato, quella meraviglia testimoniata dai grandi mistici di tutte le religioni (nella nostra tradizione ne è un esempio il Cantico delle creature) e condivisa dagli artisti che nelle loro opere riflettono il proprio rapporto empatico con la terra, facendosene così eco. Fruire di un’opera letteraria, figurativa o musicale è quindi un modo – per parafrasare Soldati – di sedersi, cercare il silenzio e ascoltare ciò che ci ha da dire la natura: il suo armonico mormorio.

Fin dalla fondazione LeAltreNote Valtellina Festival partecipa alla rivalutazione della natura e riesamina del rapporto dell’uomo con essa. A maggior ragione in questo tempo non poteva esimersi dallo scegliere “Mormorio della montagna” come tema, offrendo una scelta dall’immenso patrimonio musicale che direttamente o indirettamente rappresenta sia un omaggio alla natura che un canto della natura. Come sempre, ad introdurre il tema del festival le conferenze dei sui illustri testimonial, quest’anno la professoressa Elisabetta dall’Ò, antropologa, e Giuseppe Lanfranconi, alpinista, il quale converserà con la giornalista Roberta Cervi. Eventi-manifesto sono anche quelli che vedono le performance della
Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss, trascritta per l’occasione per orchestra da camera da Mariana Calegari ed eseguita dalla Roma Tre Orchestra diretta da Sieva Borzak, e le “meditazioni dalle vette” rappresentate da Le sette ultime parole di Cristo sulla croce di Franz Joseph Haydn, recitate da Maria Letizia Gorga ed eseguite dall’Autarena Ensemble. Lo sono però – e per ragioni diverse, a seconda dell’evento in programma – tutte le performance degli artisti che danno lustro a questo cartellone: il Quartetto di Brescia che inaugura il Festival in modo suggestivo nella Miniera della Bagnada a Lanzada; Luisa Prandina e Susanna Bertuccioli, i cui virtuosismi ci condurranno per i sentieri del repertorio per due arpe; l’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro diretta da Daniele Agiman che proporrà brani mozartiani scritti a Salisburgo ma contenti forti echi dei viaggi al di là delle Alpi, in Italia; il Vagues Quartet, nostra guida tra paesaggi sonori moderni e contemporanei; lo SwingEst Ensemble, pronto a sventolare la bandiera del dialogo tra le più diverse culture musicali di Est e Ovest; il Quartetto Zillia, alla contemplazione della natura e del sublime in Haydn e Beethoven; il soprano Mariachiara Cavinato, il tenore Pasquale Conticelli e lo Spiritum Wind Quintet, che celebreranno il melos della vita e dell’opera; l’Ensemble di percussioni Waikiki con le sue mimesi delle risonanze e dei ritmi della natura; l’Ensembe di trombe del Friuli Venezia Giulia, il cui strumento dalla simbologia solare ha forti significati spirituali; il Trio Quiros alle prese con i “canti rocciosi” da Rossini a Sollima; la cantante e attrice Silvia Felisetti e il Quartetto Eccentrico, le cui raffinate e ironiche evocazioni del mondo dell’opera disvelano un altro aspetto del “naturale in musica”; La Dual Band e i ritratti dialettici delle culture urbane; Carlo Balzaretti, che attinge alle fonti del suo innato talento per commentare musicalmente il cinema di Buster Keaton; il Trio éclectique, nostro Virgilio tra la Francia e la Russia del Novecento; i Bricconcello e il tour per suoni e immagini tra i repertori della canzone italiana; Peter-Lukas Graf, in partnership musicale con Dario Bonuccelli, con la sua magistrale e carismatica arte di suonare seguendo il “Tao della musica”; il soprano Federica Livi e la pianista Marta Tacconi, il cui programma tra Schubert e Bernstein avrà il pendant coreografico di Federica Squadroni e Elisa Carletti; il Paola Quagliata Quartet che rivisiterà il Barocco in chiave moderna e jazzistica. Fiori all’occhiello sono anche i concerti che hanno come protagonisti i vincitori del Premio LeAltreNote 2019 – Samuele Bordoni, Andrea Galletto, Federica Milone, Nora e Aram Spignoli – e le performance dei membri dello staff docente della Masterclass LeAltreNote 2021: Omar Acosta, Carlo Balzaretti, Stefano Belotti, Susanna Bertuccioli, Daniele Bogni, Dario Bonuccelli, Nuria Cazorla Guerrero, Giorgio Colombo Taccani, Fabio De Cataldo, Roberto Genova, Peter-Lukas Graf, Darko Jovanovic, Federica Milone, Stefano Parrino, Alberto Pedretti, Emanuele Quaranta, Alessia Rosini, Clara Schembari e Giovanni Vello. L’attenzione del Valtellina Festival per le arti visive è anche quest’anno riscontrabile nella performance estemporanea del pittore Cesare Adoni e nella copertina che riproduce la bella opera fotografica di Marco Angeli, classificatasi seconda assoluta nell’edizione 2009 del Concorso Internazionale “Fotografare il Parco”.

La gratitudine a tutti i partner istituzionali e privati del Festival è, se possibile, ulteriormente accresciuta. Scommettere sulla cultura in questo periodo richiede grande coraggio e una visione del futuro ambiziosa, doti di cui essi hanno dato ampia prova. Apriamo così il secondo decennio del Valtellina Festival consapevoli dei significativi traguardi raggiunti e desiderosi di ulteriormente migliorarci e crescere per consentire alla Valtellina di svolgere il ruolo di primo piano nel panorama culturale contemporaneo a cui la sua storia e i suoi patrimoni le consentono di anelare. Un augurio sincero affinché l’ascolto della
musica instrumentalis possa condurci a quello introspettivo della musica humana, così ritrovando e ristabilendo in noi lo spazio per poter percepire l’harmonia mundi e vivere autenticamente le partiture delle nostre vite. Buona musica a tutti!

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Elisabetta Dall’Ò
Ph.D in Antropologia Culturale e Sociale

è una giovane antropologa culturale formatasi tra Milano (Bicocca) e Parigi (Sciences-Po). Si occupa di ambiente, sostenibilità, novel food, Antropocene, e climate change. In una parola: di “futuro”. Ha conseguito una laurea specialistica in Antropologia Culturale ed Etnologia presso l’Università degli Studi di Torino discutendo una tesi sui rituali e il senso della morte in area alpina fra medioevo ed età contemporanea, e un Master in “Progettazione sociale e gestione del territorio”, a Roma. Ha studiato sotto la guida di Francesco Remotti, Pier Paolo Viazzo, e Luciano Allegra. Fra il 2012 e il 2013 è stata responsabile di un progetto di riordino e catalogazione dell’importante fondo fotografico “Ugo Torra” presso il Bureau Régional Etno-Linguistique della Valle d’Aosta.
Redattrice della rivista di microstoria “Contesti”, autrice nonché curatrice di numerose pubblicazioni scientifiche, è impegnata nello studio della cultura e della società in ogni loro espressione; dal marketing all’alimentazione, dalla linguistica all’architettua, passando per i saperi tradizionali e l’ecologia.
Fra le sue pubblicazioni, “Il rabeilleur e il corpo ripristinato”, Piante officinali e rimedi tradizionali. Un sapere antico al servizio della modernità; “I draghi delle Alpi. Cambiamenti climatici, Antropocene e immaginari di ghiaccio”, “L’importanza dei nomi di luogo per la memoria storica delle catastrofi”. Il caso dell’area del Monte Bianco”, Disastri e comunità alpine. Storia e antropologia della catastrofe.

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Giuseppe Lafranconi
Guida Alpina, Ragno di Lecco, Groupe de Haute Montagne Francese

Alpinista di vecchia generazione (classe 1940), del famoso gruppo Ragni di Lecco ha iniziato la sua attività proprio ai piedi della “sua Grigna“ Percorre sin da bambino i sentieri impervi accudendo il bestiame affidatogli dagli zii contadini; insieme al papà cacciatore, ha conosciuto anfratti, canaloni, guglie che si stagliano sulla Grigna. Con un gruppo di amici tra i quali Il Det, Canela, Zucchi, Nusde e altri, inizia ad aprire nuove vie su tutta la cerchia alpina: dalle Dolomiti al Bianco alle alpi Retiche e sul Cervino. Nel 1965 apre la Via nuova dei Ragni al Pic Muzio. Nel 1961 con Canela tenta La Nord dell’Eiger, ma viene respinto dal brutto tempo al Nido del Ragno. A coronare il suo palmares sulle Alpi, sempre nel 1961, è la Prima invernale alle Tre Cime di Lavaredo sulla direttissima Couzy. Dal 1969 inizia l’avventura delle spedizioni extraeuropee. Prima fra tutte la conquista dell’ inviolata Jrishanca in Peru’ con la spedizione Ragni di Lecco capitanata dal grande Riccardo Cassin. Negli anni a venire percorre in lungo e largo le Ande Peruviane, Boliviane, la Patagonia dove nel 1973/74 sigilla il successo della spediazione al Cerro Torre sempre col Gruppo Ragni. Nel 1975 col Cai Belledo conquista la vetta della Grande Cattedrale del Baltoro in Pakistan. Nel 1978 conquista in Bolivia in prima mondiale la vetta del Chearoco (6180mt) e Anchouma (6450mt) Nel 1980 ha partecipato alla 1^ spedizione mondiale ricognitiva in Cina nel Gruppo del Minja Konga allo sperone Sun Jat Sen e raggiunge la vetta dell’ Ishinca, del Pisco e del Huascaran. Nel 1981 ha salito il Mc.Kinley in Alaska con lo sci alpinismo. Nel 1983 in Tibet versante Nepalese tenta l’Annapurna come capo spedizione Regione Lombardia Cai Cantù. Nel 1988 deve rinunciare alla vetta del Broad Peak per un malore di un componente della spedizione, che viene salvato in extremis e con non poche difficol- tà con l’intervento dell’elicottero. Nel 1989 con un gruppo di amici lecchesi percorre in pullmino 16000 km. lungo una via della seta raggiungendo Pechino da Lecco, i primi occidentali a poter entrare nella Piazza Tienanmen dopo la rivoluzione studentesca di quella primavera. Nel 1996 partecipa alla spedizione del CNR al K2. Sofferta spedizione andata a buon fine con la conquista della vetta, ma con il grande dolore per la perdita della giovane promessa alpinistica: Lorenzo Mazzoleni. Nel 2001 a capo della spedizione all’Ongre Thumb apre una nuova via: Ragni sul Filo. Negli anni 2000 , ormai 70enne raggiunge tutte le più alte Cime del Continente Nero: Kilimangjaro-Monte Kenja- Rowensori; in Turchia il Monte Ararat e in Russia il Monte Elbrus. Le rinunce nella sua lunga carriera sono state causate da maltempo e valanghe ma il motto di Giuseppe è sempre stato: ”La montagna è sempre pronta ad accoglierci ancora , ma la tua vita no... quindi meglio rinunciare con umiltà e rispettare il volere della montagna...”

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Tutti gli eventi dell'edizione 2021 del festival sono con prenotazione obbligatoria.

Per gli eventi del 25 luglio a Lanzada si prega di prenotare al numero 0342.453243

per gli eventi di Sondrio
30 luglio
https://www.visitasondrio.it/site/home/eventi/le-altre-note-amadeus.html

13 agosto
https://www.visitasondrio.it/site/home/eventi/naturali-vibrazioni.html

Per tutti gli altri eventi in programma:
https://www.eventbrite.it/o/lealtrenote-valtellina-festival-33924622607

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Spiritum Wind Quintet
live performance
LeAltreNote-Valtellina Festival 2019

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